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Terra e vento

Terra e vento è uno spettacolo teatrale-multimediale che si propone come attrattore turistico per l’Alto Bradano.

 

IL PROGETTO | Terra e vento è la prima tappa-stazione de Il treno degli incanti, progetto ideato da Antonio De Rosa che si prefigge di realizzare uno spettacolo teatrale e multimediale in grado di diventare nel tempo un importante attrattore turistico per l’Alto Bradano, area di frontiera, sorta di terra di nessuno tra Basilicata e Puglia che regala ai viaggiatori un paesaggio unico nel suo genere: chilometri e chilometri di vuoto, distese di grano, colori che cambiano continuamente nel corso dell’anno; insomma, un bel colpo d’occhio.

 

FINALITÀ DELLO SPETTACOLO | Lo spettacolo che nel 2013 viene allestito nella spianata antistante e negli ambienti del Castello di Monteserico (Genzano di Lucania - Pz) è una sorta di piccola odissea lucana, viaggio di andata e ritorno al largo dei piagnistei ma pure della mitologia, categorie che spesso hanno attecchito nelle analisi sui problemi del Sud. Quindi: niente levismo, niente calanchi, niente tuguri, niente briganti e, per converso, niente Federico II o Lucania felix. Stop irrevocabile alle lagne, avanti verso la riappropriazione e la difesa del proprio spazio, secondo una prospettiva di pensiero meridiano, di vita non passiva ma naturale e umana. Un messaggio controcorrente e all’apparenza paradossale in un momento in cui la diaspora, soprattutto dei giovani, ha ripreso a dissanguare le contrade del Mezzogiorno d’Italia.

 

I TEMI: LA PARTENZA E IL RITORNO | L’evento nasce da una riflessione sul senso della partenza e nel contempo, e soprattutto, sulle ragioni del tornare a casa, alla terra dell’innocenza (ammesso che questo luogo esista fuori dai nostri ricordi o dalle nostre speranze), terra dove per la prima volta abbiamo visto una distesa di grano al vento o un cielo fitto di stelle. L’idea di fondo è che la partenza non è per se stessa un male, che anzi è auspicabile, se non annulla le occasioni del ritorno, e che il ritorno è un’esperienza carica di spessore etico, se si torna con uno sguardo profondo e con le mani piene di semi.

 

LA STORIA | Lo spettacolo, ambientato tra gli anni Cinquanta, ai tempi della Riforma Agraria, e gli anni Settanta del Novecento, ruota intorno alla figura del bracciante Vito, al suo sposalizio con una bella ragazza, Belvedere (simbolo della terra), al forzato allontanamento dal suo mondo per andare a lavorare in Belgio, al suo ritorno a distanza di anni con due propositi allo stesso tempo ingenui e rivoluzionari: piantare un albero accanto a una vecchia casa di campagna e liberare un canarino delle miniere.

 

IL TITOLO: TERRA E VENTO | Nella logica dello spettacolo la terra è principio, fulcro, radice, madre, la terra-madre che ha dato una certa inclinazione al nostro sguardo, che va salvaguardata dagli stupri. Il vento è invece movimento, viaggio necessario, alterità, il soffio che da un altrove porta i pollini, i semi, le nuvole, l’acqua, quindi la rigenerazione della terra e la speranza.

 

LA FORMA DELLO SPETTACOLO | Lo spettacolo, secondo la tradizione di Aviapervia produzioni multimediali, è itinerante e legato al concetto di teatro dei luoghi, teatro cioè che si definisce, per struttura e per temi, in funzione dello spazio in cui si agisce. Il pubblico, costituito ogni sera da max 150 spettatori, guidato dagli attori e coinvolto nello sviluppo delle vicende, si sposta secondo un percorso che si snoda tra la spianata e gli ambienti del Castello di Monteserico. Lungo il percorso vi sono diverse stazioni-postazioni all’interno delle quali operano gli artisti che a volte coinvolgono direttamente gli spettatori nell’azione. In una di queste stazioni si svolge un banchetto nuziale anni Cinquanta che dura all’incirca 30-40 minuti. Gli spettatori assaggiano, sempre all’interno di un’azione teatrale (i servitori sono attori), piatti tipici di quel tempo.

 

I PROTAGONISTI | Terra e vento vanta la presenzadi artisti di altissimo profilo che consentono la realizzazione di uno spettacolo nel contempo raffinato e di impatto sul vasto pubblico.

 

Tra gli attori vi sono: Filippo Dini, nel 2013 in nomination come attore protagonista nella terna del Premio Le maschere del Teatro italiano, insieme a due nomi illustri come Toni Servillo e Mariano Rigillo; Andrea Di Casa, brillante interprete di teatro con frequenti incursioni nel cinema e nella Tv, fondatore con il citato Filippo Dini e Fausto Paravidino, uno dei piccoli-grandi geni del teatro italiano contemporaneo, della Compagnia Gloriababbi Teatro; Fulvio Pepe uno dei più talentuosi attori di teatro che la Basilicata possa vantare, come gli altri due formatosi in quella grande fucina dell’arte drammatica italiana che è stato ed è il Teatro Stabile di Genova; Eva Immediato, attrice dalla grande carica drammatica, con vasta esperienza con compagnie italiane di giro, per esempio quella di Carlo Giuffrè; Manola Rotunno, un'altra promettente attrice lucana; eppoi gli attori di Astragali Teatro, compagnia di Lecce diretta da Fabio Tolledi, impegnata nel campo del teatro di ricerca e membro cooperante dell’Istituto Teatrale Internazionale dell’Unesco.

Tra i danzatori c’è Elisa Barucchieri. Talento assoluto del teatro-danza italiano, la Barucchieri è una grandissima danzatrice con molte collaborazioni a livello internazionale: «La vera artista di famiglia», come la definisce la sorella Elena Sofia Ricci. La Barucchieri è accompagnata dai danzatori di ResExtensa DanzaTeatroDanza.

Le musiche sono composte e, con il contributo di diversi musicisti (tra gli altri il talentuoso Pasquale Laino), suonate dal vivo da Rocco De Rosa, brillante pianista lucano, da molti anni domiciliato a Roma, con all’attivo diversi cd prodotti in gran parte dalle edizioni Il Manifesto, compositore in diversi ambiti artistici: teatro, danza, televisione e cinema, che vanta collaborazioni prestigiose, per esempio, con Nanni Moretti ed Ermanno Olmi.

Le luci sono a cura di Franz Catacchio, raffinato light designer della compagnia ResExtensa.

Le illustrazioni live sono realizzate da Ehsan Mehrbakhsh, illustratore/grafico, animatore frame by frame, tra l’altro del film documentario «Il pezzo mancante» di Giovanni Piperno (vincitore del premio selezione Cinemadoc-Torino al Torino Film festival 2010).

I costumi sono curati da Gabriella Martino, costumista per la televisione e per il cinema di grande esperienza.

Le installazioni e le scenografie sono di Carmen Santoro.

I video sono di Silvia Giulietti, regista e produttrice, titolare di iFrame srl di Roma, filmaker con numerosi premi all’attivo.

Le sculture in ferro incluse nelle scene sono dello scultore Donato Linzalata, il maggiore scultore lucano del Novecento, come lo definisce Raffaele Nigro.

La direzione tecnica e organizzativa è a cura di Tonino Lioi, direttore di scena del Teatro Stabile di Bolzano.

Il testo e la regia sono di Antonio De Rosa, narratore e autore di teatro, vincitore nel 2006 del Premio Carlo Levi con il romanzo Musicante.

 



 

 BIGLIETTERIA E INFO POINT

AVIAPERVIA Via Roma, 7 - OPPIDO LUCANO (Pz)

Tel. 320 4746341 / 339 2350471 / 320 4746338


BIBLIOTECA COMUNALE 

Piazza Roma, GENZANO DI LUCANIA (Pz)

Tel. 0971 774742



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